Showing posts with label Milano. Show all posts
Showing posts with label Milano. Show all posts

Tuesday, January 27, 2026

Milano - Teatro Regio Ducale - Mozart - 1770











Born on January 27, 1756, Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart — known in German as Johann Chrysostomos Wolfgang Gottlieb Mozart — would become one of the greatest musical geniuses in human history. From a very early age, his extraordinary talent astonished Europe. Alongside his beloved sister Nannerl, Mozart toured the great courts of the continent under the careful guidance of their father, Leopold Mozart, who proudly presented his children as true prodigies.

Between 1769 and 1773, Leopold decided to take Wolfgang alone on a series of formative journeys to Italy, believing the young composer should absorb the Italian language, sacred music, and operatic tradition at its source. The first trip began in December 1769, in the middle of a harsh winter. Father and son traveled through Verona and Mantua, where Mozart already dazzled audiences with his performances, before arriving in Milan in January 1770. There, the young genius attended major operatic productions at the Teatro Regio Ducale, including works by Niccolò Piccinni.

Their journey continued through Florence, Rome, Naples, and even the ancient ruins of Pompeii. In Rome, Mozart famously heard the Miserere of Allegri in the Sistine Chapel and later wrote it down entirely from memory — a legendary demonstration of his musical mind. On their return north, they visited Loreto, Rimini, and Bologna, where Mozart studied counterpoint and was admitted to the prestigious Accademia Filarmonica at just fourteen years old.

The crowning achievement of this first Italian journey came in Milan in the winter of 1770. Mozart was commissioned to compose an opera for the Teatro Regio Ducale — a remarkable honor for a boy not yet fifteen. On December 26, 1770, his opera Mitridate, re di Ponto premiered with Mozart himself conducting the orchestra. The success was overwhelming. The aristocracy of Milan celebrated the young composer, and the opera was performed twenty-two times in succession — an extraordinary triumph that secured Mozart’s reputation across Italy.

Although the Teatro Regio Ducale would later be destroyed by fire and replaced by the famous Teatro alla Scala, that historic night remains one of the great moments in musical history. Today, even modern technology allows us to imagine the grandeur of that evening when a child genius conquered one of Europe’s great opera houses.

Mozart would return to Italy in later years, but this first journey left an indelible mark on his artistic soul. The elegance of Italian melody, the dramatic power of opera, and the expressive beauty of the language deeply shaped his musical voice. It is no coincidence that some of his greatest masterpieces were written in Italian — Don Giovanni, Le Nozze di Figaro, and Così fan tutte — works that remain at the heart of the operatic repertoire.

Italy did not merely witness Mozart’s genius; it helped form it.

Il 27 gennaio 1756 nasceva a Salisburgo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart, conosciuto in area germanica come Johann Chrysostomos Wolfgang Gottlieb Mozart: un bambino destinato a cambiare per sempre la storia della musica. Fin dai primi anni di vita il suo talento apparve prodigioso, tanto che il padre Leopold organizzò lunghi viaggi attraverso l’Europa per mostrare alle corti reali le straordinarie capacità dei suoi figli, Wolfgang e la sorella Nannerl. Ovunque si esibissero, il pubblico restava incantato da quella mente musicale fuori dal comune.

Tra il 1769 e il 1773 Leopold prese una decisione fondamentale per la formazione del figlio: condurlo in Italia, culla dell’opera e centro vitale della musica sacra. Il primo viaggio, iniziato nel dicembre del 1769 in condizioni climatiche durissime, durò quindici mesi e segnò profondamente il giovane Mozart. Dopo le prime tappe a Verona e Mantova, dove il ragazzo riscosse immediatamente grande successo con i suoi concerti, padre e figlio giunsero a Milano nel gennaio del 1770. Qui Mozart assistette a importanti rappresentazioni liriche al Teatro Regio Ducale, assorbendo con entusiasmo lo stile operistico italiano.

Il viaggio proseguì verso Firenze, Roma e Napoli, una delle capitali musicali d’Europa. A Napoli Mozart entrò in contatto con una tradizione teatrale vivacissima e visitò luoghi che lo colpirono profondamente, tra cui Pompei ed Ercolano, dove le rovine dell’antichità sembravano raccontare un mondo perduto. Quell’incontro con la grandezza del passato contribuì ad ampliare la sua sensibilità artistica, rafforzando il suo senso del dramma e della storia.

Durante il viaggio di ritorno verso il nord, padre e figlio si fermarono a Loreto per visitare la Basilica della Santa Casa, uno dei più importanti santuari mariani della Chiesa cattolica. Il santuario, situato in piazza della Madonna e riconosciuto come basilica pontificia minore, era ed è tuttora un luogo di profonda venerazione. La spiritualità intensa di Loreto, unita alla musica sacra italiana che Mozart stava conoscendo sempre più da vicino, lasciò un segno importante nella sua formazione religiosa e musicale.

Dopo ulteriori tappe a Rimini e Bologna — dove il giovane prodigio fu ammesso alla prestigiosa Accademia Filarmonica nonostante la sua giovanissima età — Mozart tornò a Milano nell’inverno del 1770 per affrontare una sfida straordinaria: la composizione di un’opera seria per il Teatro Regio Ducale. Il risultato fu Mitridate, re di Ponto, K 87 (74a), su libretto di Vittorio Amedeo Cigna-Santi, tratto dalla tragedia di Racine nella traduzione di Giuseppe Parini.

L’opera, già musicata in passato da Quirino Gasparini, debuttò il 26 dicembre 1770 in una serata destinata a entrare nella storia. Mozart, che non aveva ancora quindici anni, diresse l’orchestra seduto al primo cembalo, affiancato da Giovanni Battista Lampugnani al secondo cembalo. Tra gli interpreti spiccava la celebre Antonia Bernasconi. Il pubblico accolse l’opera con entusiasmo travolgente; Parini stesso ne rimase profondamente colpito, e i cantanti, inizialmente scettici per la giovane età del compositore, finirono per ammirarlo senza riserve. Celebre rimase l’aneddoto del sopranista Pietro Benedetti, che durante le prove aveva scherzato dicendo che se il duetto finale del secondo atto non fosse piaciuto al pubblico si sarebbe fatto castrare di nuovo — ma il successo fu tale da rendere quella battuta leggenda.

Mitridate venne rappresentata ventidue volte consecutive, un trionfo straordinario che consacrò Mozart come uno dei più grandi talenti musicali d’Europa. Il Teatro Regio Ducale, centro dell’aristocrazia milanese, divenne il palcoscenico di una vittoria senza precedenti per un compositore così giovane. Anni dopo l’edificio sarebbe andato distrutto da un incendio e al suo posto sarebbe sorta la celebre Scala, ma quella notte del 1770 rimase impressa nella memoria musicale del continente.

Mozart tornò in Italia altre volte, ma questo primo viaggio fu decisivo: qui affinò il senso melodico, apprese l’arte del teatro musicale e assimilò la bellezza della lingua italiana. Tutto ciò avrebbe influito in modo determinante sulle sue opere future. Non è un caso che alcuni dei suoi capolavori assoluti siano in italiano: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte, opere che uniscono profondità psicologica, eleganza musicale e brillantezza teatrale.

L’Italia non fu solo una tappa nel percorso di Mozart: fu la fucina in cui il bambino prodigio divenne un genio maturo, capace di fondere tradizione e innovazione in una musica destinata all’eternità. 



Saturday, February 1, 2025

Milano - La forza del destino - 1978













Parlare di La forza del destino significa entrare nel cuore stesso del teatro verdiano. E quando si parla di questa opera in relazione a Montserrat Caballé, si entra in un territorio leggendario. La sua Leonora non fu semplicemente un’interpretazione di successo: fu un punto di riferimento, un modello vocale e stilistico che segnò un’epoca a Madrid, a Barcellona e soprattutto a Milano.

Milano 1978: La Scala in delirio

Le recite del 1978 al Teatro alla Scala sono ormai entrate nella storia. In quel tempio verdiano – il teatro dove la seconda versione dell’opera fu presentata alla presenza dello stesso Giuseppe Verdi – si riunì un cast semplicemente irripetibile.

Sul podio, Giuseppe Patané. In scena: José Carreras (Don Alvaro), Piero Cappuccilli (Don Carlo), Montserrat Caballé (Leonora), Nicolai Ghiaurov (Padre Guardiano) e Maria Luisa Nave (Preziosilla).

Tre stelle assolute: il miglior Don Alvaro di quegli anni, José Carreras, ardente, lirico e insieme eroico; uno dei più grandi baritoni della storia dell’opera, Piero Cappuccilli, scolpito nel fraseggio, nobile nel timbro, implacabile nella linea; e Montserrat Caballé, la Leonora di riferimento del suo tempo.

Quelle serate furono memorabili. Il teatro crollò sotto gli applausi. La Scala – pubblico esigentissimo, implacabile con chiunque – si arrese all’evidenza di un evento storico. Non era soltanto una grande esecuzione: era un incontro irripetibile di tre personalità immense, nel repertorio che più esige grandezza vocale e verità tragica.

La Leonora della Caballé a Milano fu un miracolo di controllo tecnico e intensità spirituale. Nei momenti iniziali, la sua voce si distendeva con una purezza quasi irreale; nel “Madre, pietosa Vergine” la linea sembrava non finire mai; nel “Pace, pace mio Dio” il pubblico tratteneva il respiro davanti a quei filati sospesi, a quelle mezzevoci che solo lei sapeva rendere così morbide, così luminose. Non c’era sforzo apparente, ma una padronanza assoluta del fiato e del colore.

Accanto a lei, Cappuccilli offriva un Don Carlo di impressionante autorità: fraseggio cesellato, accento verdiano autentico, duetti incandescenti con Carreras. E Carreras, nel pieno della sua giovinezza vocale, incendiava la sala con un “La vita è inferno” e un “O tu che in seno agli angeli” di generosità ardente.

Molti melomani sostengono che La Scala non abbia più vissuto una notte simile per questa opera. E non è un’esagerazione romantica: è la consapevolezza di aver assistito a un momento in cui tradizione, talento e destino si sono incontrati. Per fortuna, le registrazioni discografiche ci permettono ancora oggi di rivivere quelle recite che sono diventate referenziali.

Barcellona: la Leonora “di casa”

Se Milano consacrò definitivamente quella Leonora, Barcellona la sentì come propria. Al Gran Teatre del Liceu, Caballé cantò il ruolo con un’intensità ancora più intima. Era la sua città, il suo pubblico, il teatro che l’aveva vista nascere artisticamente.

Al Liceu, la sua Leonora fu accolta come quella di un’erede naturale della grande tradizione: dopo Maria Callas, Renata Tebaldi e Zinka Milanov, Caballé rappresentava una nuova sintesi tra potenza e morbidezza, tra dramma e canto puro. Ogni “Pace, pace” era un momento di sospensione collettiva, ogni pianissimo un filo d’oro teso sopra l’orchestra.

Madrid: il trionfo al Teatro de la Zarzuela

Anche Madrid fu teatro di serate indimenticabili. Al Teatro de la Zarzuela, nelle recite dell’aprile 1982, Caballé offrì una Leonora di altissimo livello, con un cast di grande valore e l’Orquesta Sinfónica de Madrid. Quelle quattro funzioni furono accolte con entusiasmo travolgente, e ne esiste una registrazione dal vivo che testimonia la qualità dell’evento.

A Madrid, la sua interpretazione era forse ancora più raccolta, più mistica. La scena dell’eremitaggio assumeva una dimensione quasi ascetica. Il pubblico madrileno la acclamò con un fervore che dimostrava quanto profondo fosse il legame tra la cantante e la capitale spagnola.

Una Leonora per la storia

La forza del destino sembra davvero scritta per lei. La scrittura di Leonora – che alterna slancio drammatico e introspezione lirica, eroismo e raccoglimento – trovava nella Caballé un’interprete ideale. Il controllo del fiato, l’arte del legato, la capacità di smorzare il suono fino a renderlo impalpabile senza mai perdere sostegno: tutto concorreva a creare una Leonora definitiva.

Milano 1978 rimane forse l’apice simbolico: nel tempio di Verdi, con tre cantanti immensi, in serate che sono ormai leggenda. Ma Barcellona e Madrid completarono il ritratto di una Leonora che attraversò l’Europa lasciando un segno indelebile.

Oggi, grazie ai dischi, possiamo ancora ascoltare quelle funzioni storiche. E ogni volta che risuona “Pace, pace mio Dio”, sembra di sentire non solo una grande soprano, ma un’epoca intera del canto verdiano che rivive.

Hablar de Montserrat Caballé es hablar de una de las cumbres absolutas del canto. Montserrat Caballé pertenece con pleno derecho al Olimpo de las sopranos míticas, junto a Maria Callas, Renata Tebaldi, Joan Sutherland, Leontyne Price, Edita Gruberová, Ghena Dimitrova, Katia Ricciarelli y Renata Scotto. Cada una con su sello, pero Caballé con algo absolutamente inconfundible: el arte del filado, la morbidez del sonido, la respiración infinita, el legato convertido en pura emoción suspendida en el aire.

Tenemos la fortuna inmensa de conservar grabaciones de estudio y en vivo que documentan su arte junto a tenores fabulosos. Esa herencia sonora nos permite revivir noches irrepetibles, reconstruir atmósferas y sentir, aunque sea a distancia, lo que el público experimentó en aquellas funciones históricas.

Barcelona, Madrid y el doble corazón artístico

Siempre se asocia a Caballé con Gran Teatre del Liceu, y con razón: nació en Barcelona y allí forjó una relación artística y afectiva profunda. El Liceu fue su casa, el escenario donde el público la recibió como hija predilecta y donde consolidó muchos de sus grandes triunfos.

Pero sería injusto olvidar la importancia capital que tuvo Madrid en su trayectoria, y muy especialmente el Teatro de la Zarzuela. Allí ofreció veladas memorables, muchas de ellas históricas, que marcaron a generaciones de aficionados. El Teatro de la Zarzuela no fue un simple escenario más: fue un espacio donde Caballé desplegó una parte esencial de su repertorio y donde su relación con el público madrileño alcanzó una intensidad particular.

Los primeros grandes hitos en Madrid

Uno de sus primeros grandes roles fue Madama Butterfly, junto a su marido, el tenor Bernabé Martí. Aquellas funciones en el Teatro de la Zarzuela no solo consolidaron su prestigio, sino que revelaron una soprano capaz de unir lirismo, expansión dramática y una delicadeza técnica extraordinaria.

En 1967 ofreció una Traviata inolvidable en Madrid. Si la grabación de estudio con Carlo Bergonzi es de referencia absoluta, en escena madrileña cantó con Aldo Bottion, dejando una Violetta de fraseo aristocrático, intensidad interior y filados de una belleza sobrecogedora. Ese mismo año interpretó Manon de Massenet junto a Alfredo Kraus, en un encuentro de dos refinamientos vocales que el público celebró con entusiasmo.

En 1970 abordó Roberto Devereux de Gaetano Donizetti, nuevamente con Bernabé Martí. Su Elisabetta fue ejemplo de bel canto dramático: control absoluto del fiato, reguladores magistrales y una intensidad trágica sin exageraciones.

En 1974 llegó Adriana Lecouvreur junto a José Carreras, otra velada de gran éxito. Y en 1978, por fin, Madrid vio a Caballé en Norma, junto a la extraordinaria mezzosoprano Fiorenza Cossotto. Tres funciones que pasaron a la historia del Teatro de la Zarzuela: su “Casta diva”, sostenido en un hilo de voz casi irreal, fue una demostración de dominio técnico y espiritualidad sonora.

En 1979 cantó Salomé, ampliando aún más su repertorio, y en 1984 ofreció en versión concierto Giulio Cesare de George Frideric Handel, con cinco funciones de gran éxito como Cleopatra. En 1985 protagonizó Armide, estreno en España, confirmando su compromiso con repertorios menos transitados.

La Leonora definitiva: La forza del destino

Pero si hay un papel que parece escrito para ella, ese es Leonora de La forza del destino de Giuseppe Verdi, con libreto de Francesco Maria Piave.

En abril de 1982, en el Teatro de la Zarzuela, dentro del XIX Festival de la Ópera de Madrid, Caballé ofreció cuatro funciones memorables como Donna Leonora. La dirección musical estuvo a cargo de Daniel Lipton y la escénica de Luis Balaguer. El reparto incluía a Nunzio Todisco (Don Álvaro), Juan Pons (Don Carlo di Vargas), Justino Díaz (Padre Guardiano) y Jean Berbié (Preziosilla), con la Orquesta Sinfónica de Madrid y el Coro Titular del Teatro de la Zarzuela.

Existe grabación en directo de aquellas funciones, testimonio precioso de un momento en que Caballé dominaba el rol con autoridad absoluta. Desde su primera intervención hasta el “Pace, pace mio Dio” final, la soprano desplegó todos los recursos que la hicieron legendaria: la voz torrencial en los clímax dramáticos, la morbidez aterciopelada en los pasajes íntimos, los filados suspendidos que parecían detener el tiempo.

Leonora tiene su gran protagonismo al inicio y al final de la ópera, pero Caballé lograba que incluso en las escenas de recogimiento el personaje irradiara una intensidad casi mística. Su “Madre, pietosa Vergine” era una plegaria de línea infinita, sostenida sobre una respiración prodigiosa y una media voz de pureza conmovedora.

Madrid vivió esas funciones con entusiasmo desbordante. El público la aclamó con esa exaltación que solo ella provocaba. Y no era casual: Caballé convertía la partitura verdiana —ya de por sí cargada de hipérboles líricas— en un vehículo perfecto para su arte del matiz y del regulador.

La Scala y el Liceu: la consagración internacional

En Teatro alla Scala también cantó La forza del destino con grandioso éxito. La Scala, templo verdiano por excelencia, confirmó que su Leonora estaba a la altura de las grandes referencias históricas. Allí, como en el Liceu, fue considerada la Leonora de referencia de su tiempo, digna sucesora de Callas, Tebaldi o Zinka Milanov.

En el Liceu, su Leonora adquiría un matiz aún más emotivo: cantaba en casa, ante su público, en el teatro que simbolizaba su ciudad. Barcelona la veneraba, y cada aparición suya era un acontecimiento. Pero Madrid no fue menos: el Teatro de la Zarzuela vivió con ella noches que forman parte de la memoria lírica española.

Un legado irrepetible

Escuchar hoy sus grabaciones —ya sea en estudio o en directo— es un privilegio inmenso. Nos permiten revivir aquellas funciones que quizá no pudimos presenciar, pero que siguen latiendo en cada frase, en cada pianissimo suspendido, en cada ascenso al agudo sostenido con esa mezcla de poder y dulzura que solo ella poseía.

Montserrat Caballé no fue solo una gran soprano: fue un fenómeno artístico capaz de transformar una función en un acontecimiento histórico. Y su Leonora de La forza del destino permanece como uno de esos retratos vocales que parecen definitivos, como si Verdi hubiera imaginado, en algún rincón del tiempo, una voz exactamente así.

To speak of Montserrat Caballé is to speak of one of the absolute pinnacles of singing. Montserrat Caballé rightfully belongs in the pantheon of legendary sopranos, alongside Maria Callas, Renata Tebaldi, Joan Sutherland, Leontyne Price, Edita Gruberová, Ghena Dimitrova, Katia Ricciarelli, and Renata Scotto. Each with her own distinctive style, but Caballé possessed something absolutely unmistakable: the art of the sustained note, the richness of her sound, her boundless breath, her legato transformed into pure emotion suspended in the air.

We are immensely fortunate to have studio and live recordings that document her artistry alongside fabulous tenors. This sonic legacy allows us to relive unforgettable nights, reconstruct atmospheres, and feel, even from afar, what the audience experienced in those historic performances.

Barcelona, ​​Madrid, and the Dual Artistic Heart

Caballé is always associated with the Gran Teatre del Liceu, and rightly so: she was born in Barcelona and forged a deep artistic and emotional connection there. The Liceu was her home, the stage where the public welcomed her as a favorite daughter and where she consolidated many of her greatest triumphs.

But it would be unfair to forget the crucial importance of Madrid in her career, and especially the Teatro de la Zarzuela. There she offered memorable evenings, many of them historic, that left their mark on generations of opera lovers. The Teatro de la Zarzuela was not just another stage: it was a space where Caballé showcased an essential part of her repertoire and where her relationship with the Madrid public reached a particular intensity.

The First Major Milestones in Madrid

One of her first major roles was Madama Butterfly, alongside her husband, the tenor Bernabé Martí. Those performances at the Teatro de la Zarzuela not only consolidated her prestige but also revealed a soprano capable of combining lyricism, dramatic scope, and extraordinary technical finesse.

In 1967, she gave an unforgettable performance of La Traviata in Madrid. While the studio recording with Carlo Bergonzi is the absolute benchmark, on the Madrid stage she sang with Aldo Bottion, delivering a Violetta with aristocratic phrasing, inner intensity, and breathtakingly beautiful sustained notes. That same year, she performed Massenet's Manon alongside Alfredo Kraus, in a meeting of two vocal refinements that the public enthusiastically celebrated.

In 1970, she tackled Gaetano Donizetti's Roberto Devereux, again with Bernabé Martí. Her Elisabetta was an example of dramatic bel canto: absolute breath control, masterful dynamics, and a tragic intensity without exaggeration.

In 1974, Adriana Lecouvreur arrived alongside José Carreras, another highly successful evening. And in 1978, Madrid finally saw Caballé in Norma, alongside the extraordinary mezzo-soprano Fiorenza Cossotto. Three performances that went down in the history of the Teatro de la Zarzuela: her “Casta diva,” sustained by an almost ethereal voice, was a demonstration of technical mastery and sonorous spirituality.

In 1979, she sang Salome, further expanding her repertoire, and in 1984, she presented a concert version of Handel's Giulio Cesare, with five highly successful performances as Cleopatra. In 1985, she starred in Armide, its Spanish premiere, confirming her commitment to less frequently performed repertoires.

The Definitive Leonora: La forza del destino

But if there is one role that seems written for her, it is Leonora in Giuseppe Verdi's La forza del destino, with a libretto by Francesco Maria Piave.

In April 1982, at the Teatro de la Zarzuela, as part of the 19th Madrid Opera Festival, Caballé gave four memorable performances as Donna Leonora. Daniel Lipton conducted, and Luis Balaguer directed the production. The cast included Nunzio Todisco (Don Álvaro), Juan Pons (Don Carlo di Vargas), Justino Díaz (Padre Guardiano), and Jean Berbié (Preziosilla), with the Madrid Symphony Orchestra and the Teatro de la Zarzuela Chorus.

A live recording of those performances exists, a precious testament to a time when Caballé commanded the role with absolute authority. From her first appearance to the final “Pace, pace mio Dio,” the soprano displayed all the resources that made her legendary: the torrential voice in the dramatic climaxes, the velvety tenderness in the intimate passages, the suspended notes that seemed to stop time.

Leonora has her moment in the spotlight at the beginning and end of the opera, but Caballé ensured that even in the scenes of contemplation, the character radiated an almost mystical intensity. Her “Madre, pietosa Vergine” was a prayer of endless lines, sustained by prodigious breath and a half-voice of moving purity.

Madrid experienced these performances with overflowing enthusiasm. The audience acclaimed her with the exaltation that only she could evoke. And it was no coincidence: Caballé transformed Verdi's score—already brimming with lyrical hyperbole—into a perfect vehicle for her artistry of nuance and dynamics. La Scala and the Liceu: International Acclaim

At La Scala, she also sang La forza del destino with resounding success. La Scala, the quintessential Verdi temple, confirmed that her Leonora was on par with the great historical benchmarks. There, as at the Liceu, she was considered the definitive Leonora of her time, a worthy successor to Callas, Tebaldi, and Zinka Milanov.

At the Liceu, her Leonora took on an even more emotional dimension: she sang at home, before her audience, in the theater that symbolized her city. Barcelona revered her, and each of her appearances was a major event. But Madrid was no less so: the Teatro de la Zarzuela experienced nights with her that are part of Spain's operatic history.

An Irreplaceable Legacy

Listening to her recordings today—whether studio or live—is an immense privilege. They allow us to relive those performances we may not have been able to witness, but which continue to resonate in every phrase, in every suspended pianissimo, in every sustained ascent to a high note with that blend of power and sweetness that only she possessed.

Montserrat Caballé was not only a great soprano: she was an artistic phenomenon capable of transforming a performance into a historic event. And her Leonora in La forza del destino remains one of those vocal portraits that seem definitive, as if Verdi had imagined, in some corner of time, a voice exactly like that.


Friday, December 22, 2023

Milan - Don Carlo 7 December 2023 - 2 January 2024

Milan ouvre sa saison le célèbre jour de la prima della scala avec l'arrivée de célébrités du monde de l'art, de la littérature, de la mode, du cinéma, du monde politique, une soirée considérée comme la plus marquante du monde de l'opéra sur la scène internationale sans sans doute. , avec la première de la saison d'opéra new-yorkaise, Milan est sans aucun doute la ville à visiter tous les 7 décembre de chaque année. Cette année, le grand Giuseppe Verdi est une fois de plus choisi comme protagoniste de l'événement, ainsi que son inégalé et majestueux Don Carlo, l'un de mes opéras préférés et sans aucun doute un monument de la musique dans lequel absolument chaque page de la partition est magistrale. Heureux seront ceux qui pourront assister à cette fabuleuse première le 7 décembre 2023 prochain, la raison principale à mon avis est que l'opéra sera dirigé par le magnifique et inégalé chef d'orchestre Riccardo Chailly, l'un des meilleurs chefs d'orchestre du monde, sans place pour doute. Heureux, je le répète, ceux qui assisteront en direct à cette représentation le 7 des jours suivants, car c'est un privilège d'assister à n'importe quelle représentation d'opéra dirigée par ce metteur en scène superlatif. Autre raison, la grande star de l'opéra Anna Netrebko qui offrira une divine reine Elisabeth de Valois. René Pape, Francesco Meli, Luca Salsi, Ain Anger, Jongmin Park , Ekaterina Semenchuk, Eboli.  
Maria José Siri qui a eu un grand succès à la prima della scala dans le rôle de Madama Butterfly chantera cette fois aussi quelques jours plus tard le beau rôle d'Elisabetta de Valois. Je considère que c'est un véritable privilège et une grande chance de pouvoir assister à la première avec Elina Garanča qui nous offrira une merveilleuse et extraordinaire princesse d'Eboli dans le style le plus pur de Shirley Verrett, ce sera une confrontation incroyable comme celle qui s'est produite. il y a quelques années avec Anna Netrebko dans le rôle d'Anna Boleyn et elle-même dans le rôle de Jane Seymour. Quelque chose de similaire se produira à Milan le 7 décembre prochain, des étincelles jailliront dans le théâtre, je ne me lasse pas de dire quelle chance ont ceux qui obtiennent un billet pour ces représentations. Le reste du casting est Elisa Verzier, Jinxu Xiahou Rosalia Cid qui se chargera d'offrir l'un des moments les plus aboutis de Verdi dans sa fabuleuse partition, la voix du ciel.

Milan opens its season on the famous day of the prima della scala with the arrival of celebrities from the world of art, literature, fashion, cinema, the political world, a night considered the most notable in the world of opera on the international scene without a doubt. , along with the premiere of the New York opera season, Milan is without a doubt the city to be in every December 7 of each year. This year the great Giuseppe Verdi is once again chosen as the protagonist of the event, and his unsurpassed and majestic Don Carlo, one of my favorite operas, and without a doubt a monument of music in which absolutely every page of the score is masterful. Lucky will be those who can attend this fabulous premiere next December 7, 2023, the main reason in my opinion is that the opera will be directed by the magnificent and unsurpassed conductor Riccardo Chailly, one of the best conductors in the world, without room for doubt. Fortunate, I repeat, are those who attend this performance live on the 7th of the following days, as it is a privilege to attend any opera performance directed by this superlative director. Another reason is the great star of the opera Anna Netrebko who will offer a divine queen Elizabeth of Valois. René Pape, Francesco Meli, Luca Salsi, Ain Anger, Jongmin Park
Maria José Siri who had a great success in the prima della scala as Madama Butterfly will this time also sing a few days later the beautiful role of Elisabetta de Valois. I consider it a true privilege and great luck to be able to attend the premiere performance with Elina Garanča who will offer us a wonderful and extraordinary princess of Eboli in the purest style of Shirley Verrett, it will be an incredible confrontation like the one that occurred a few years ago with Anna Netrebko as Anna Boleyn and herself as Jane Seymour. Something similar will happen in Milan this coming December 7, sparks will fly in the theater, I never tire of saying how lucky are those who get a ticket for those performances. The rest of the cast are Elisa Verzier, Jinxu Xiahou Rosalia Cid who will be in charge of offering one of Verdi's most accomplished moments in his fabulous score, The Voice of Heaven.

Milano apre la sua stagione nel famoso giorno della prima della scala con l'arrivo di personaggi del mondo dell'arte, della letteratura, della moda, del cinema, del mondo politico, una notte considerata la più importante del mondo della lirica sulla scena internazionale senza un dubbio. , insieme alla première della stagione lirica newyorkese, Milano è senza dubbio la città che sarà presente ogni 7 dicembre di ogni anno. Anche quest'anno come protagonista dell'evento viene scelto il grande Giuseppe Verdi e il suo insuperabile e maestoso Don Carlo, una delle mie opere preferite e senza dubbio un monumento musicale in cui ogni pagina della partitura è assolutamente magistrale. Fortunati saranno coloro che potranno assistere a questa favolosa prima il prossimo 7 dicembre 2023, il motivo principale secondo me è che l'opera sarà diretta dal magnifico e insuperabile direttore d'orchestra Riccardo Chailly, uno dei migliori direttori d'orchestra al mondo, senza spazio per dubbio. Fortunato, lo ripeto, chi assiste dal vivo a questa rappresentazione il 7 dei giorni successivi, perché è un privilegio assistere a qualsiasi rappresentazione d'opera diretta da questo superlativo regista. Un altro motivo è la grande star dell'opera Anna Netrebko che si offrirà alla divina regina Elisabetta di Valois. René Pape, Francesco Meli, Luca Salsi, Ain Anger, Jongmin Park
Maria José Siri che ha riscosso un grande successo nella prima della scala nei panni di Madama Butterfly, questa volta canterà qualche giorno dopo anche il bellissimo ruolo di Elisabetta de Valois. Considero un vero privilegio e una grande fortuna poter assistere alla prima rappresentazione con Elina Garanča che ci proporrà una meravigliosa e straordinaria principessa di Eboli nel più puro stile di Shirley Verrett, sarà un confronto incredibile come quello che si è verificato qualche anno fa con Anna Netrebko nei panni di Anna Boleyn e lei stessa nei panni di Jane Seymour. Qualcosa di simile accadrà a Milano il prossimo 7 dicembre, in teatro scoppieranno scintille, non mi stancherò mai di dire quanto sia fortunato chi riesce ad aggiudicarsi il biglietto per quegli spettacoli. Il resto del cast è Elisa Verzier, Jinxu Xiahou Rosalia Cid che avrà il compito di offrire uno dei momenti più riusciti di Verdi nella sua favolosa partitura, La voce del cielo.


Saint Petersburg - Giuseppe Verdi - La forza del destino - Mariinsky Theatre - 30th April 2026

On Thursday, April 30th, 2026, Mariinsky Theatre will host an event of truly exceptional artistic and historical importance: a rare performa...